Il fotogiornalismo in Italia

Vi segnalo un interessante articolo scritto da Mimmo Torrese che illustra l’attuale situazione, drammatica aggiungerei, del fotogiornalismo in Italia.

Recessione, crisi profonda dell’editoria e disperato bisogno di lavoro stanno di fatto cancellando i fotoreporter dal panorama lavorativo italiano. Sono sempre di più i giornalisti che vengono invitati dai capiredattori a fornire oltre al pezzo scritto anche le immagini a corredo.

Naturalmente senza ricevere un compenso aggiuntivo.

Adducendo motivi di carattere economico, giornali e magazine italiani stanno sempre di più evitando di ricorrere alle immagini prodotte da un fotoreporter per illustrare gli articoli. Basta una piccola compattina o addirittura un cellulare munito di fotocamera e il gioco è fatto.

Il risultato sono immagini scialbe, prive di creatività che stanno modificando al ribasso i gusti fotografici dei lettori. I

nteressati a questo fenomeno sia i piccoli che i grandi giornali, e molte volte alle rimostranze dei giornalisti gli editori hanno fatto capire che per lavorare bisogna adeguarsi a questa nuova pratica.

Una situazione che sta mettendo fuori combattimento sia agenzie fotogiornalistiche storiche che nuove realtà cresciute sul finire degli anni Ottanta. Già allora si incominciavano a vedere dei trend che hanno colpito i cineoperatori.

Soprattutto i giornalisti inviati dalle televisioni nella prima guerra del Golfo, per economizzare mandavano i servizi filmati direttamente da loro. Bastava una Sony Handycam e un treppiedi per confezionare filmati che poi venivano montati in redazione. Anche oggi, molti filmati realizzati da programmi televisivi innovativi, vengono realizzati proprio in questo modo.

Tutto questo sotto lo sguardo silente dell’Ordine che da un lato evita di fare azioni incisive per tentare di dare un freno a un fenomeno che sembra irreversibile, e dall’altro favorisce la creazione di corsi per fotoreporter e cinereporter che sono destinati a creare solo nuove illusioni in una settore globale, quello dell’editoria, mantenuto su ormai solo dai finanziamenti pubblici .

Mimmo Torrese


Commenti

  1. mimmo torrese Dice: agosto 11, 2010 at 8:15 am

    Grazie per la citazione delle mie modeste parole nel tuo spazio di riflessione. Ne sono veramente onorato. Mimmo Torrese

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