Il flash 2° parte

IL FLASH 2° PARTE

Si potrebbe dire: “Ma perché darsi tanto la briga per tutte queste cose? In fondo basta scattare in RAW e poi correggere tutto in Photoshop, che ci vuole?”. Tutto vero, effettivamente basta mettersi lì con Photoshop e si recuperano  le ombre chiuse e le alte luci bruciate (entro certi limiti). Tutto vero se si scattano poche foto.
Ma io dico che il tempo perso per aggiustare a mano 500 foto sbagliate (ed in un reportage di cerimonia se ne fanno anche 1000, e di reportage se ne possono fare due o tre a settimana …) è tempo (e salute) perso; senza contare altri problemi, come le necessità di spazio su disco per archiviare i RAW + TIFF (o JPG), o assicurarsi che in futuro tale formato sia supportato dai produttori. Senza contare che uno non può dire di essere fotografo e poi sbagliare 500 foto su 1000, se ne possono sbagliare (ed eventualmente correggere) una su dieci.

Ovviamente non sto dicendo che non bisogna scattare in RAW. Il RAW è impagabile se voglio correggere le aberrazioni cromatiche del mio obiettivo economico e poco corretto otticamente, oppure se mi faccio i miei 40 scatti di paesaggio meditati, in un pomeriggio di camminata tranquilla per i boschi e voglio tutti e 14 i bit di dinamica che mi consente il mio sensore, se mi voglio gustare scatto per scatto l’aggiustamento fine del bilanciamento del bianco, se voglio giocare a sottoesporre di tre stop senza rovianre lo scatto, e così via.

Però scattare in jpg, o comunque con la mentalità della “diapositiva”, aiuta (e sopratutto aiuta chi inizia a fotografare) ad avere fin da subito lo scatto giusto. Senza contare che c’è molto più gusto ad azzeccare (o sbagliare) tutto (o quasi) al primo colpo, è molto educativo soprattutto per chi inizia e non ha esperienza.

La “querelle” tra RAW e JPG è comunque una questione aperta va oltre gli scopi di questo HOWTO, e stiamo rubando spazio al nostro amato flash.

Il flash TTL e AUTO

Abbiamo parlato di termini come TTL. Che significa? TTL è un acronimo per “through the lens”, ovvero TUTTA la luce che arriva sul sensore viene letta attraverso l’obiettivo e valutata dall’esposimetro della macchina, sia quella ambiente che quella del flash. Esiste anche la modalità AUTO, in cui invece la SOLA LUCE AMBIENTE è letta e valutata dall’esposimetro della macchina, quella del flash è letta da un sensore posto sul flash stesso, il quale in base al diaframma impostato sulla macchina (stesso valore che dovrà essere impostato anche sul flash) dosa il lampo in modo opportuno. Le istruzioni di ogni flash dicono come impostarlo su TTL o su AUTO.

Quale delle due modalità usare e quando?

Ognuno ha le proprie esperienze, preferenze e modalità operative. In generale il TTL è sicuramente il più comodo ed il più veloce, perché lavora in automatismo e sinergia con la macchina, basta accenderlo, eventualmente compensare (vedremo dopo come) e scattare. Ma non è universale. Infatti, se si impara a controllare un flash in AUTO, si è in grado di scattare praticamente con qualsiasi altro flash (anche ad es. i costosi Metz professionali per intenderci) e di macchina fotografica, non solo con lo specifico modello compatibile TTL con la propria macchina.

Una volta capito il funzionamento, si è in grado di comandare il sistema flash-macchina in modo che produca esattamente la foto che vogliamo noi, e non soltanto una foto “ragionevolmente” ben esposta. Diciamo che il TTL è da utilizzare quando non c’è molto tempo per pensare ad altro che non sia inquadrare e comporre bene (reportage di strada, eventi di folla, eventi sportivi, etc…), in sostanza e come sempre, conviene affidarsi all’automatismo totale quando c’è un motivo preciso per farlo.

Il modo AUTO è preferibile quando si è in grado di controllare la situazione di luce senza perdere il soggetto che si sta fotografando. Situazioni di foto ricordo in posa, foto in studio, soggetti in posa in generale (ovviamente con l’esperienza si riesce perfettamente ad usarlo anche per un reportage di cerimonia, anzi è il metodo che io prediligo in una situazione del genere). Oppure, semplicemente quando non si dispone di un flash TTL. Io ad es. solo recentemente ho potuto acquistare un flash TTL compatibile con la mia macchina digitale. Per lungo tempo mi sono accontentato di usare un vecchio flash economico Nikon di buona potenza, acquistato per pochi soldi. Questo è un altro vantaggio nell’utilizzare il modo AUTO: costa meno.

Come si controlla il flash nelle due modalità?

Veniamo al pratico. Nel modo TTL bisogna che la macchina abbia un apposito tasto di compensazione del flash; con tale tasto è possibile aumentare o diminuire l’esposizione della luce flash rispetto alla luce ambiente, a seconda di quello che si deve fare. Se il tasto non è presente, compensando l’esposizione della macchina si compensa tutto, flash e luce ambiente, ovvero, non è possibile slegare il comportamento del flash dalla luce ambiente.

Nel modo AUTO invece si ha sempre la massima libertà di compensazione, a prezzo però di una minore velocità operativa, bisogna farci un pò la mano. In sostanza si mette sul flash lo stesso diaframma usato per la ripresa (vedere il manuale di istruzioni per il dettaglio) e si scatta. Se si vuole compensare per fare in modo che arrivi più o meno luce flash sul sensore, bisogna cambiare il diaframma sulla macchina o sul flash. Io normalmente lo cambio sul flash, perché se lo cambio sulla macchina cambia la profondità di campo, e normalmente questa cerco di mantenerla. Naturalmente, se si vuole cambiare il diaframma sulla macchina, per mantenere la stessa esposizione per la luce ambiente bisognerà cambiare anche il tempo di scatto, e questo si ottiene facilmente se la macchina è regolata in manuale. La combinazione macchina in manuale-flash in TTL è una dell mie preferita, è comoda e veloce, e sarà uno degli argomenti della prossima puntata.

Regoletta generica per compensazione in AUTO

La regoletta generica per compensare ad es. di uno stop in + o in –  è:

compensazione flash +1 <–> chiudere di 1 diaframma sul flash
compensazione flash -1 <–> aprire di 1 diaframma sul flash

Esempio di applicazione pratica

Voglio scattare una foto con il flash in AUTO sottoesposto di uno stop e la macchina regolata con un diaframma f/5.6. Normalmente (cioè per un’esposisione “Standard”, non compensata) in questo caso metterei 5.6 sul flash, ma mi ricordo che devo compensare il flash a -1: la regoletta (seconda riga) ci dice che devo aprire di un diaframma sul flash e quindi metterò f/4. Il flash è convinto che stiamo scattamdo veramente ad f/4 ed emetterà meno luce, ma noi lo “freghiamo” perchè scattiamo a 5.6 comunque, il flash in modo AUTO non può saperlo. La stessa cosa in TTL si risolve senza tanti ragionamenti girando la rotella del controllo flash (se disponibile sulla macchina) fino a leggere il valore -1 nel mirino o nel pannello di controllo del flash.

L’importante è capire che slegare l’esposizione flash da quella per la luce ambiente è la chiave per riuscire ad avere una bella luce flash.

Come fare per sapere quando e quanto compensare il flash?

Al di là del modo utilizzato sul flash (TTL o AUTO), per la compensazione della luce flash valgono le stesse considerazioni della compensazione per la luce ambiente. Esempio pratico: supponiamo che si debba fotografare una sposa candida con una bella flashata. Metto il flash in TTL o in AUTO senza compensare niente e scatto. Bisogna sapere che così facendo otterrò una bellissima sposa grigia. Infatti il sistema esposimetrico tenderà a sottoesporre, ingannato dalla predominanza di bianco. In questo caso occorre compensare in sovraesposizione, tentando +1.5 o anche +2 sul flash. Occorrerà regolarsi al contrario per fotografare il gatto nero che cammina sulla cattedra davanti ad una lavagna.

Il fill-in con un flash in AUTO

Abbiamo visto la volta scorsa che normalmente la tecnica del fill-in si può utilizzare con il modo TTL, specialmente quando non c’è molto tempo se non per inquadrare e scattare. Se si deve (o si vuole) usare il modo AUTO per far il fill-in (ne abbiamo parlato la puntata scorsa), basterà compensare l’esposizione del flash rispetto alla luce ambiente, sottoesponendo in base alla situazione ed alla propria esperienza, e seguendo la regoletta vista nel paragrafo precedente. Il valore base è -1, si può iniziare a fare esperienza con questo valore e vedere poi come, quando e quanto aggiustare questo settaggio. Vediamo ora una carrellata di esempi di tutto quello che abbiamo detto.

Esempi

Vediamo un esempio di luce forte e compensazione flash fill-in necessaria:

Scatto in pellicola, con compensazione flash a circa +0.5 e luce ambiente a +1.5 o giù di lì (non ricordo esattamente). Senza flash e senza compensazioni il soggetto (ed anche lo sfondo) sarebbe stato non correttamente esposto (sottoesposto), a causa del bianco predominante. Altro esempio di fill-in:

Qui è stata operata una compensazione a -1 del flash in AUTO, dopo aver esposto per la luce alta di sfondo. Ed ora due esempi di foto sbagliate:

Troppo flash, ho tentato una compensazione a +2.

Poco flash, ero troppo distante, con sensibilità bassa, diaframma troppo chiuso e flash compensato a -1, non ce l’ha fatta, il volto è scuro.

Ripeto, si recupera tutto tranquillamente in Photoshop (ed anche scattando in JPG), ma lo scopo qui non è capire come funziona Photoshop, ma come funzione il flash.

La prossima volta vedremo la modalità TTL standard e le tecniche d’uso del flash in luce scarsa ed in interni.

Andrea Conti